Liguria splendida

Questo viaggio è dedicato ad ALBENGA, situata in provincia di Savona. Città affacciata sul mare e, allo stesso tempo, città “di terra”, data la vasta pianura che si estende alle sue spalle. Questa Piana è preziosa produttrice di eccellenze agricole come: l’ olio, il vino, l’ asparago violetto, il carciofo violetto, la zucchina trombetta e il pomodoro “cuore di bue”. . . quest’ ultimi noti come i 4 di Albenga.

Abitata da una tribù dei Liguri, gli INGAUNI, fu conquistata dai Romani che ne fecero un centro importante e la chiamarono Albingaunum, da cui Albenga. A testimonianza di ciò resta il cospicuo patrimonio storico-archeologico, oggi visitabile. Anche l’ epoca medievale è ben rappresentata dalle numerosi Torri, gli eleganti Palazzi, le Chiese, tra cui la Cattedrale dedicata a San Michele , e persino le mura con le Porte, delimitanti il centro storico.

Passeggiando per le vie si coglie ben presto la caratteristica tipica, che è data dai dettagli: le facciate di alcuni palazzi, case; i vicoli stretti (i caruggi) in cui filtra la luce dall’alto offrendo prospettive suggestive.

scorcio di un caruggio

Tra questi il Vico del Collegio ci ricorda che Albenga è detta anche Città della Fionda. Un tempo la fionda in legno era uno dei pochi mezzi per difendersi contro i nemici, i prepotenti, per cui oggi è divenuta simbolo contro le ingiustizie e i soprusi, e ad essa hanno dedicato addirittura un Premio (Premio Fionda di Legno), che negli anni è stato assegnato (e ancora lo è) a nomi famosi e meritevoli. Chi è il responsabile di tutto questo? è un gruppo di persone che da bambini giocavano in questi vicoli, conosciuti come i Fieui di Caruggi ( traducibile forse come i Ragazzi dei Caruggi). Hanno allestito un vicolo interessantissimo, ma non dico altro. . . bisogna vederlo.

Non lontano dal Vico del Collegio, in via Roma, si trova uno dei Palazzi storici, PALAZZO ODDO, che oltre alla sua storia, è interessante per la mostra permanente che ospita: MAGICHE TRASPARENZE. La mostra è dedicata ai reperti in vetro recuperati nelle Necropoli di Albingaunum, e risalenti dal I al III secolo d.C. Allestita molto bene, permette innanzi tutto di apprezzare il lodevole lavoro di ricostruzione degli oggetti, riunendo i frammenti vitrei alla perfezione. Sono stati salvati più di 100 pezzi, rappresentati da ampolle, unguentari, balasamari, coppe, bicchieri, anforette, ecc.

Alcuni reperti per la loro forma inusuale indicano una provenienza lontana, e che dovevano appartenere a persone di ceto medio-alto, dato anche l’ utilizzo per cui erano destinati. Tra tutti spicca un’ opera straordinaria: un piatto-vassoio blu cobalto, databile fine I secolo- inizio II sec. d.C., ritrovato in una tomba romana. Si tratta del noto Piatto Blu di Albenga che, magistralmente ricomposto, ha riacquistato la magia della trasparenza e la peculiarità della lavorazione. Al centro si notano i due putti danzanti, in onore di Bacco. Bellissimi. Si direbbero altorilievi per la plasticità dei movimenti, ma non essendolo possiamo definire magistrale il lavoro dell’ artigiano.

Sul piatto c’ è molto da dire e da scoprire. . . non perdete l’ occasione, anzi create l’ occasione per andarci. Alla reception troverete Alessandro, esperto in arte vetraria, che con grande passione vi spiegherà come visitare la mostra, i percorsi tematici, la storia dei reperti, la magia del Piatto. . . la magia del procedimento per ottenere il vetro stesso, la trasparenza, i giochi di trasparenza che si possono fare. . .

non perdete la visita di questo tesoro che appartiene ad Albenga e ne racconta il passato e il prestigio.

il Piatto Blu

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